News

La storia del Retificio

By 26 settembre 2017 No Comments

Le origini del Retificio Sensole

Il Retificio Sensole in origine nasce come laboratorio artigiano  nel 1956 a Monte Isola e dal 1999 si trasferisce a Travagliato. L’attività iniziale riguardava in primis reti da pesca, l’attività principale dell’isola, come riportato dalla nostra Prima Brochure

retificio sensole brochure 2

Il ruolo della rete a Monte Isola

La rete racchiude nelle mani agili e pazienti delle donne di Montisola una storia infinita. Impossibile risalire a quando ebbe inizio questa attività. Sicuramente come complemento della pesca, diventò la ragione stessa del vivere sul lago e protagonista principale della storia di Montisola. La semplice e funzionale tecnica del nodo diviene, nella lavorazione delle moltissime e complesse qualità di reti, un capolavoro d’arte.

rete a monte isola

Le donne di Monte Isola sono state di generazione in generazione le protagoniste principali della storai della rete. All’uomo si affidava la sfida sul lago e alla donna l’abilità di costruire la rete.
La donna ha sempre rivestimento quindi in questo territorio un’importanza determinante, una femmina rappresentava, una benedizione.
Una casa piena di femmine era un laboratorio che produceva strumenti per un vasto mercato.

L’ago, (la ocia) lo strumento principale per tessere la rete a mano ancora in uso oggi a Montisola. Esso mantiene la stessa forma e gli stessi accorgimenti di quelli rinvenuti negli scavi archeologici a Pompei. Lo si può trovare perfino in vari musei italiani ed esteri fra reperti romani.

Dalla pesca alla caccia

Documenti risalenti al 1400 comprovano che questa attività a Monte Isola era già affermata sia nella pesca che nella caccia.
Nel XIII secolo cominciò ad affermarsi la caccia con le “uccellande” e i “roccoli” e si sviluppò soprattutto in Lombardia particolarmente nelle province di Brescia e Bergamo.

II lago d’Iseo si trova in una situazione adatta al momento del “ristoro” degli uccelli che vengono dall’Africa al centro Europa. Queste montagne sono da sempre un luogo di passo dove l’uomo era appostato con reti chiamate appunto “brescianelle” o “prussiane”. Queste reti si diffusero poi notevolmente nel Veneto e in Toscana, procurando una grande domanda di reti. La risposta era Montisola dove i suoi fabbricatori di reti furono i primi espositori ed esportatori in tutto il mondo.

La Storia

Si legge nella descrizione dell’esposizione a Brescia del 1905 di Arnaldo Gnaga “le fabbriche di reti bresciane oltre che la provincia servono ogni foggia di reti l’Italia tutta, comprese l’isole e la colonia. Vedemmo non poche commissioni anche per l’estero, fin per le lontane Americhe”.
Zanardelli nel 1857 scriveva “Nel Monte d’Isola forse mille persone lavorano instancabilmente di reti, ingrata fatica retribuita con guadagno veramente infinitesimale poiché quella povera gente riceve 5 centesimi per 2400 macchie, cioè gruppi di rete!”.
Anche uno dei “mille” che seguì Garibaldi pure in altre battaglie era un artigiano retaio di Montisola.  Si legge nella biografia di Bortolo Tomasi”nella nativa isoletta del lago d’Iseo imparò a fabbricare reti di pesca e da uccelli e venne a esercitare il suo mestiere a Bergamo”.
La romantica scrittrice francese George Sand che in quel periodo soggiornava a Monte Isola fu sicuramente colpita da questa attività così dirompente. Nel suo romanzo “Lucrezia Floriani” scritto sulle rive del Sebino la sua eroina muore sulla stessa sedia dove da ragazzina tesseva la rete.

La crescita e l’espansione

Oltre che curare tutti questi grandi impianti, il retificio ritirava dopo la stagione le reti rotte che rammendatrici montisolane riparavano. La produzione di reti da caccia e pesca si sviluppa rapidamente, esce dai confini lacustri e da quelli italiani.
Nel ‘700/800 la popolazione di Monte Isola sembra essere quasi tutta completamente occupata nella tessitura delle reti. Ogni famiglia era un laboratorio.
In primavera ed estate la piazza, la strada diventavano il luogo dove, posate sedie e tavoli, si lavora tutti insieme.
Le fibre utilizzate erano quelle naturali: cotone, lino, canapa. A volte le reti molto grandi occupavano l’intera piazzetta del paese.
La rete diventa così l’elemento principale che lega fin dal loro sorgere le piccole comunità di questo territorio.

La tecnologia non ha cancellato il lavoro a mano con l’ago e il modano (la ocia e il mödèl). La specializzazione della manodopera femminile mantiene tuttora una centralità insostituibile in una storia di lago che continua. Come ad allora, anche il Retificio Sensole realizza le proprie reti a mano, garantendone la massima qualità.